Anteas Anteas Coordinamento
provinciale di
PADOVA



Esenzione canone Rai per gli over75
Il dipartimento di fisco e previdenza della FNP Cisl ricorda che che il 31 gennaio è l'ultimo giorno utile per effettuare il pagamento del canone Rai annuale (112 euro) o della rata semestrale (57,16 euro) o trimestrale (29,76 euro).
Per i titolari di prestazioni pensionistiche con erogazione mensile, di natura previdenziale o assistenziale (come l'assegno sociale e di invalidità civile), è possibile rateizzare il pagamento del canone di abbonamento RAI (in un massimo di 11 rate) tramite trattenuta da parte degli enti pensionistici, senza applicazione di interessi a partire dal mese di gennaio.
Il reddito di pensione non deve superare i 18.000 euro e il titolare dell'abbonamento alla televisione deve coincidere con il titolare del reddito suddetto.
La richiesta del pensionato per la rateizzazione ha validità annuale e deve essere effettuata al proprio ente pensionistico entro il 15 novembre dell'anno precedente quello cui l'abbonamento annuale si riferisce, con le modalità fissate da ciascun ente pensionistico.

Inoltre, i soggetti di età pari o superiore a 75 anni possono usufruire dell' esenzione dal pagamento.

Di seguito, i requisiti per avere diritto all'esenzione:
- aver compiuto 75 anni di età entro il termine di pagamento del canone;
- non convivere con altri soggetti diversi dal coniuge titolari di reddito proprio;
- possedere un reddito che unitamente a quello del proprio coniuge convivente, non sia superiore complessivamente ad euro 516,46 per tredici mensilità (euro 6.713,98 annui).

Per reddito, riferito all'anno precedente a quello per il quale si intende fruire dell'agevolazione, si intende la somma:
- del reddito imponibile (al netto degli oneri deducibili) risultante dalla dichiarazione dei redditi presentata per l'anno precedente; per coloro che sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione, si assume a riferimento il reddito indicato nel modello CUD;
- dei redditi soggetti ad imposta sostitutiva o ritenuta a titolo di imposta, quali, ad esempio, gli interessi maturati su depositi bancari, postali, BOT, CCT e altri titoli di Stato, nonché i proventi di quote di investimenti;
- delle retribuzioni corrisposte da enti o organismi internazionali, rappresentanze diplomatiche e consolari e missioni, nonché quelle corrisposte dalla Santa Sede, dagli enti gestiti direttamente da essa e dagli enti centrali della Chiesa cattolica;
- dei redditi di fonte estera non tassati in Italia.

Sono invece esclusi dal calcolo:
- i redditi esenti da Irpef (ad esempio pensioni di guerra, rendite INAIL, pensioni erogate ad invalidi civili);
- il reddito dell'abitazione principale e relative pertinenze;
- i trattamenti di fine rapporto e relative anticipazioni;
- altri redditi assoggettati a tassazione separata.

La domanda di esenzione e la domanda di rimborso per gli anni 2008-2009-2010-2011-2012, nel caso in cui siano presenti i requisiti, dovranno essere effettuate tramite gli appositi moduli che possono essere scaricati dal sito Internet dell'Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it) oppure reperito presso gli uffici locali o territoriali della stessa Agenzia delle Entrate o presso gli sportelli delle sedi regionali della Rai.

Nelle annualità successive, i contribuenti possono continuare a beneficiare dell'agevolazione senza procedere alla presentazione di nuove dichiarazioni. Resta fermo, tuttavia, che qualora il contribuente, negli anni successivi alla presentazione della dichiarazione, non risulti più in possesso dei requisiti per beneficiare della esenzione, sarà comunque tenuto al versamento del canone.

Da ultimo si fa presente che è prevista una sanzione amministrativa di importo compreso tra euro 500 e euro 2000 per ciascuna annualità evasa. Tale sanzione si cumula con il canone dovuto e gli interessi maturati. In caso di dichiarazioni non veritiere si applicano le sanzioni penali previste dall'art. 76 del DPR n. 445 del 2000.


DOCUMENTO UNITARIO CGIL CISL E UIL
Pubblichiamo il testo del documento per la crescita, l'equità sociale e fiscale
Cgil, Cisl e Uil hanno varato un documento unitario contenente le proposte che saranno inviate al Governo nelle prossime ore in vista del confronto sulla riforma del mercato del lavoro.
Il documento è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa dai segretari generali Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti al termine della riunione delle segreterie unitarie.
Gli obiettivi del sindacato sono lavoro, crescita, equità sociale e fiscale. La gravità della crisi economica e le conseguenze negative che colpiscono in particolare famiglie, giovani, lavoratori e pensionati impongono un "cambiamento" nella politica economica del Governo, si legge nel documento unitario di Cgil, Cisl e Uil.

I sindacati confederali sollecitano ora l'apertura di un "negoziato vero" che favorisca la crescita, senza la quale è impossibile dare risposte anche al tema dell'occupazione.
"L'obiettivo prioritario - aggiungono i sindacati - è far ripartire la crescita e invertire la pericolosa tendenza recessiva in atto da alcuni mesi.
Bisogna poi sostenere una svolta coerente della politica economica europea verso obiettivi di sviluppo e occupazione".

Cgil Cisl e Uil "ritengono indispensabile che il Governo realizzi in tempi brevi un intervento di riduzione del carico fiscale a beneficio dei lavoratori, dei pensionati, e delle famiglie", utilizzando le risorse della lotta all'evasione. Obiettivo da raggiungere "nell'ambito di una piu' organica riforma fiscale che preveda una imposizione sui patrimoni mobiliari e immobiliari" e per "una redistribuzione più equa". piattaforma unitaria "Sulla riforma fiscale chiediamo un confronto serrato", sottolinea il leader della Cisl Raffaele Bonanni. "Il dibatitto politico e sociale sulla crescita e' indispensabile. - ha aggiunto- Senza chiarezza non usciamo dalla crisi. Se il governo e' interessato a questo non può pensare di nascondere le cose salienti".
Quanto all'art.18 "E' un argomento fuorviante. Lo dico io che non ho tabù".



Progetto di contrasto alla povertà "Accendi la speranza".
E' in corso di realizzazione il Progetto "Accendi la speranza" proposto dal Coordinamento Anteas di Padova sul tema del contrasto alla povertà.

Le motivazioni che hanno portato all’avvio del progetto sono state innanzitutto la volontà di contrastare il fenomeno della povertà, in crescita, negli ultimi anni, e che ormai riguarda non solo una fascia marginale della popolazione ma un numero esteso di persone portatrici di problemi di diversa natura.
L'obiettivo strategico di questo progetto è quello di dare un contributo, per quanto modesto e limitato, che sia concreto e immediato per soddisfare i bisogni primari urgenti delle persone e/o famiglie in condizioni o a rischio di povertà, mettendo in campo attività pratiche di lotta al disagio economico, in modo da favorire l'inclusione sociale.
Proprio perché siamo convinti e condividiamo le parole del presidente di Caritas Europa, Erny Gillen: "La povertà è un offesa alla dignità umana, non solo per chi ne è direttamente colpito. La povertà riguarda la società intera per il fatto che la società perde una parte dei suoi membri e il loro contributo al futuro. Non possiamo permetterci di perdere neanche una singola persona. Ciascuno di noi è necessario, ciascuno è utile."

Le azioni strategiche programmatiche prevedono alcuni interventi di aiuto concreto:
1- Sportello "BU.S.S.A.T.E. ... e vi sarà aperto!" - (Busta Spesa Solidale Alimentare Terza Età): distribuzione, a cadenza regolare, di pacchi alimentari direttamente a persone/famiglie in particolare stato di indigenza e di fragilità economica.
2- Contributi in denaro a sostegno del reddito per bisogni primari o di inclusione sociale: bollette, affitto, spese condominiali, cure mediche, farmaci, ausili, studi, vestiario...
Si tratta, in sintesi, di un intervento di sostegno economico finalizzato a far fronte a una specifica urgenza indifferibile che espone la persona a un forte rischio esistenziale personale o di natura sociale.

Dossier Statistico Immigrazione Caritas-Migrantes 2011
Roma, 27 ottobre 2011, ore 10.30. Si svolge a Roma e in tutte le Regioni la presentazione del Dossier Statistico Immigrazione 2011, il rapporto annuale che la Caritas Italiana, la Fondazione Migrantes e la Caritas diocesana di Roma pubblicano dal 1991.

Gli oltre 50 capitoli si soffermano sui contesti internazionale e nazionale e sono completati da quelli dedicati alle regioni, alle province autonome e alla capitale. Nella trattazione si tiene conto dei nuovi dati d’archivio e delle ricerche da ultimo condotte per affrontare gli aspetti più rilevanti del fenomeno migratorio, da quelli socio-economici a quelli culturali e giuridici.

Concepito come un sussidio per la consultazione e per l’organizzazione di eventi di sensibilizzazione al fenomeno migratorio nel corso di un intero anno, la presentazione del Rapporto cade in una delicata fase di crisi economica ed occupazionale, di cui gli immigrati avvertono gli effetti negativi. Per questo motivo è stato è scelto il motto “Oltre la crisi, insieme”.

La presenza regolare dei cittadini stranieri in Italia si aggira attorno ai 5 milioni, come lo scorso anno, un numero oltre cinquanta volte superiore alle presenze straniere rispetto al 1861. In questi 150 d’anni di storia unitaria, esauritosi verso la metà degli anni ’70 l’esodo verso l’estero, è andata incrementandosi l’immigrazione in Italia, con un crescendo del tutto notevole nell’ultimo decennio, in cui la popolazione immigrata è aumentata di 3 milioni di unità e gli indicatori di inserimento sono diventati sempre più forti, dalla crescente presenza di famiglie (2 milioni quelle con almeno un componente straniero) al numero dei minori (993.238), dall’incidenza sulla popolazione residente (7,5%) a quella sulla forza lavoro (oltre il 10%), dal numero degli occupati (oltre 2 milioni) a quello dei titolari d’impresa (228.540), dalle acquisizioni di cittadinanza (66mila) ai matrimoni misti (21.357).

Questi indicatori attestano un insediamento sempre più stabile e strutturale, non sempre assecondato dalla legislazione sia per quanto riguarda l’offerta di pari opportunità per l’inserimento sia per la garanzia della stabilità del soggiorno. Nell’ultimo anno sono scaduti, senza più essere rinnovati, ben 684.413 permessi di lavoro (2/3 per lavoro e 1/3 per famiglia), costringendo gli interessati al rimpatrio o al rifugio nel lavoro nero e sollevando la necessità di disposizioni in grado di temperare questa enorme rotazione, tenuto anche conto dell’apporto dato al paese che li accolti.

Secondo il Comitato di Presidenza Caritas/Migrantes (mons. Vittorio Nozza per Caritas Italiana, mons. Giancarlo Perego per Fondazione Migrantes e mons. Enrico Feroci per Caritas diocesana di Roma) “Il ventennale lavoro di raccolta, elaborazione e rigorosa interpretazione delle statistiche mostra che la via della convivenza è quella da seguire. Una sfida che esige maggiore coinvolgimento e politiche di ampio respiro”.

A sua volta il vescovo mons. Giuseppe Merisi, presidente di Caritas Italiana, rivolgendosi agli operatori sociali e pastorali, ha affermato: “Siete voi la base indispensabile perché si avvii un nuovo corso, che congiunga il nostro passato di emigrazione con il presente che stiamo vivendo come paese di immigrazione. Impariamo insieme a essere aperti ma non approssimativi, a farci carico dello sviluppo del nostro paese senza trascurare gli altri, a vivere una globalizzazione all’insegna dei diritti e di uno sviluppo autentico. Impariamo a vivere con gli immigrati e chiediamo agli immigrati di collaborare”. Uno sforzo che deve coinvolgere anche istituzioni centrali e enti locali.



XI Rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia
Lunedì 17 ottobre 2011, Giornata mondiale di lotta alla povertà, è stato presentato a Roma, presso la Pontificia Università Gregoriana, il Rapporto 2011 Caritas-Zancan su povertà ed esclusione sociale in Italia.

Al di là dei dati (8 milioni e 272 mila gli italiani in situazione di povertà relativa, equivalenti al 13,8% dell’intera popolazione), il Rapporto costituisce un approfondimento sui diritti dei poveri previsti dalla Costituzione e a livello internazionale e sul ruolo svolto dalla Chiesa nel contrasto alla povertà economica.

Il quadro generale vede un Paese sempre più "povero" nel corso degli ultimi anni, una povertà rilevata attraverso delle specifiche rilevazioni statistiche che prendono in considerazione molteplici aspetti. E Tiziano Vecchiato, direttore della Fondazione "Zancan" denuncia la mancanza di strumenti per misurare la reale condizione del Paese. Riferendosi ai dati ufficiali forniti dall'ISTAT, i quali parlano solo di un lieve incremento nel numero di famiglie in condizioni di povertà nel nostro Paese nell’ultimo anno (2.657 milioni nel 2009, pari al 10,8 % della popolazione, e 2.734 milioni nel 2010, pari all’11%), fa notare come questi dati dipendano dal metodo di calcolo sulla povertà utilizzato: "Se si abbassa la linea della povertà, chi l'hanno scorso era considerato povero quest'anno non lo è più". L’esperienza dei centri diocesani invece è ben diversa e racconta una realtà molto più pesante e una "sostanziale difformità tra i dati ufficiali relativi alla povertà e la reale condizione del Paese che tutti sperimentano quotidianamente".

Secondo la Zancan, è aumentato dell'80,8% il numero delle richieste di sussidi economici rivolte ai centri di ascolto della Caritas diocesane così come sono in aumento, negli ultimi tre anni, le persone che si rivolgono ai centri di ascolto con il 19,8% , secondo quanto rilevato dal campione di 195 centri di ascolto in 15 regioni. L’aumento più elevato si registra nel Sud Italia (+69,3%), mentre a Nordest il trend è più contenuto (+3,8%). A spingere le persone verso Caritas sono perlopiù problemi di povertà economica, seguiti dai problemi di occupazione. Forte è anche l’emergenza abitativa: infatti tra chi si rivolge alle Caritas, uno su quattro ha gravi problemi abitativi. La ricerca ha evidenziato inoltre, un incremento dei fenomeni di sottocupazione e lavoro nero. Le rilevazioni riferiscono di un notevole aumento degli italiani con un +42,5% rispetto al 2007 e la comparsa dei cosiddetti "nuovi poveri" dove i giovani sono coloro che pagano il prezzo più alto: il 20% delle persone che si rivolgono ai Centri di ascolto ha meno di 35 anni, con un aumento del 59,6% dal 2005 al 2010. La maggior parte di essi non studiano e non lavorano.

Molto forte è la presenza degli stranieri, con il 70% del totale. Per loro i maggiori disagi sono rappresentati da problemi occupazionali (66,4%) e povertà economica (62,5%). Sono però rilevanti anche i problemi abitativi (24,7%, contro il 21,6% degli italiani). Non mancano, infine, problemi legati al percorso migratorio, in particolare relativi alla condizione giuridica (11,3%) e alle difficoltà con la lingua italiana (12,0%).



ESENZIONI TICKET PER REDDITO
Dal 1° maggio 2011 cambiano le modalità per ottenere l’esenzione per condizioni economiche dal pagamento della quota di compartecipazione alla spesa sanitaria (ticket) per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale (visite, esami strumentali e di laboratorio).

Da tale data saranno i medici di famiglia, i pediatri di libera scelta e tutti i medici operanti presso le strutture sanitarie della Regione Veneto a dover indicare obbligatoriamente nella ricetta il codice di esenzione (7R2, 7R3, 7R4, 7R5) utilizzando uno specifico elenco degli aventi diritto contenente i dati forniti dall’Agenzia delle Entrate e dall’INPS.

NO autocertificazione con la firma sulla ricetta


La FNP del Veneto a "Parla con Voi" di TV7 triveneta
La FNP del Veneto interverrà nella trasmissione “Parla con Voi” di Tv7 triveneta (canale 12) il primo e il terzo mercoledì di ogni mese alle 12 e 40.
Mercoledì 25 gennaio 2012 ore 12,40 "Tv7 con Voi" – canale 12: "Adiconsum l’associazione promossa dalla Cisl che tutela il consumatore"
Parteciperanno: Rigobon Valter, Segretario Generale Adiconsum Veneto e Giovanna Cavallin, Segretaria FNP Veneto.
Vi invitiamo a seguire la trasmissione e a telefonare (049/8077753) per porre domande o esprimere le vostre opinioni in diretta televisiva.
Leggi tutto.
TRUFFE ASSICURATIVE: i consigli di Adiconsum Padova (Roberto Nardo).
Vedi in Notizie.