Truffe assicurative: i consigli di Adiconsum

Quando si sottoscrive una polizza, mai consegnare soldi in contanti all’assicuratore. Primo perché c’è un’apposita legge che lo vieta. Secondo per evitare di diventare vittime di maxi truffe come quella da 5,5 milioni di euro scoperta nelle scorse ore dalla Guardia di Finanza di Padova.
Sono i consigli che
Adiconsum rivolge ai cittadini, all’indomani della frode architettata da due broker assicurativi, ex agenti Unipol. I due, insieme al figlio di uno di questi, facevano sottoscrivere polizze vita ai clienti e, anziché versare i premi sul conto corrente della compagnia, li dirottavano su conti correnti privati. Ora Adiconsum si sta rivalendo con Unipol per recuperare quanto perso dalle persone frodate.
"Se i pagamenti sono stati fatti usando i metodi tradizionali - ha spiegato
Roberto Nardo di Adiconsum Padova - ovvero assegni circolari, bonifici e vaglia postali, la possibilità di recuperare i soldi persi è ottima. Si potrebbe addirittura sperare nel 100%. Se invece si è scelto di pagare in contanti, non c'è verso di recuperare alcunchè".
Poco da recuperare, però per quei furbetti che hanno sottoscritto polizze vita, versando migliaia di euro in contanti, a dispetto di dichiarazioni di redditi da nullatenenti. Furbetti, incastrati da faccendieri ancora più spietati, che rischiano ora, oltre ai soldi persi, di dover saldare le pendenze con lo stato. Adiconsum, ricorda poi, l’importanza di leggere sempre attentamente quello che si sta per firmare.
"Oppure - ha continuato Nardo - se non si riescono a comprendere alcune clausule, basta venire qui da noi in associazione per un consulto".
Adiconsum seguiva la vicenda già da un paio d’anni, riuscendo peraltro a recuperare già alcuni soldi sottratti alle ignare vittime della truffa.
9 novembre 2011
(da tgpadova.it)
XVIII Giornata Mondiale dell'Alzheimer 2011 (21.9.2011)

Il Rapporto Mondiale Alzheimer 2011 porta il titolo:
"I benefici di diagnosi e interventi tempestivi". Il Rapporto denuncia che:
1. i tre quarti dei 36 milioni di persone affette da demenza nel mondo non hanno una diagnosi e perciò non possono beneficiare di trattamenti, informazioni e cure. Nei Paesi ad alto reddito solo il 20-50% dei casi di demenza sono riconosciuti e documentati. Nei Paesi a basso e medio reddito la percentuale è del 10%;
2. oggi la maggior parte delle diagnosi di demenza viene effettuata con grave ritardo provocando un altrettanto grave differimento nel trattamento. Ciò limita molto l'accesso a informazioni, terapie, cura e sostegno e aggrava i problemi di tutti i soggetti coinvolti: malati, familiari, società e sistemi sanitari;
3. la mancata diagnosi è spesso il risultato della falsa convinzione che la demenza sia parte del normale invecchiamento e che non ci sia nulla da fare. Al contrario, il Rapporto dimostra che trattamenti mirati possono fare la differenza, anche nello stadio iniziale della malattia;
4. farmaci e interventi psicologici possono migliorare la cognitività, l'indipendenza e la qualità di vita delle persone con demenza allo stadio iniziale. Supporto e counselling ai familiari possono migliorare l'umore, ridurre lo stress e ritardare l'istituzionalizzazione delle persone con demenza;
5. i governi, preoccupati per l'aumento dei costi delle cure a lungo termine della demenza, dovrebbero "spendere ora per risparmiare più tardi". Sulla base di una revisione delle analisi economiche, il Rapporto stima che la diagnosi tempestiva potrebbe far risparmiare fino a 10.000 dollari per malato nei Paesi ad alto reddito.
A questo scopo l'ADI (Alzheimer's Disease International) raccomanda ai Paesi di tutto il mondo di adottare una
strategia nazionale adeguata sull'Alzheimer e sulla demenza in generale. Più in particolare i governi devono:
· promuovere tra i medici e gli altri professionisti dei servizi sanitari competenze di base, per diagnosticare tempestivamente la demenza;
· creare network di centri diagnostici specialistici, per confermare la diagnosi di demenza allo stadio iniziale e formulare piani di cura;
· utilizzare, nelle località con scarse risorse, le linee guida per la diagnosi recentemente sviluppate dall'OMS dirette agli operatori non specializzati;
· rendere nota il più possibile la disponibilità di interventi basati sull'evidenza, efficaci per migliorare le funzioni cognitive, trattare la depressione, ritardare l'istituzionalizzazione del malato e migliorare l'umore del familiare;
· aumentare gli investimenti per la ricerca, con l'obiettivo di testare l'efficacia di trattamenti farmacologici e non farmacologici specifici, per soddisfare i bisogni delle persone ai primi stadi della malattia.
"La demenza - ricorda Loreno Coli, responsabile delle Politiche socio-sanitarie per la Fnp - è uno dei problemi maggiori per la salute pubblica e per i sistemi di welfare del XXI secolo; colpisce circa 36 milioni di persone nel mondo, 5,4 milioni in Europa, 600 mila persone in Italia. Secondo i dati Censis-AIMA - continua Coli - nel 2020 i nuovi casi di demenza saliranno a 213.000 l'anno".
La XVIII edizione della giornata mondiale dell'Alzheimer offre, come ogni anno, l'occasione per sensibilizzare l'opinione pubblica, tramite eventi, convegni e dibattiti sulla malattia. Inoltre, le Istituzioni pubbliche, le associazioni a supporto dei malati e dei loro famigliari, gli istituti di ricerca che si occupano dello studio della malattia, vedono questo giorno come un momento per fare il punto sulla situazione e definire cosa fare per il futuro.
"La Fnp - aggiunge Coli - vorrebbe partecipare e inserirsi, insieme ad
Anteas, in questa rete con un progetto formativo rivolto al mondo del Terzo settore. Infatti una maggiore e mirata preparazione dei volontari e delle volontarie, si traduce in un valido sostegno alle famiglie per limitare la loro solitudine. Si stima che circa il 70% delle persone con Alzheimer siano curate in casa da un famigliare che spende più di 10 ore al giorno per 365 giorni l'anno per l'assistenza al proprio caro".
Sulla base di ciò la Fnp, insieme ad
Anteas, ritiene opportuno:
- promuovere sempre più la formazione dei volontari con moduli didattici innovativi e validi messi a punto da alcune Istituzioni Italiane ed europee;
- analizzare l'aspetto formativo anche riguardo al supporto per la costruzione e l'avvio di gruppi di auto aiuto;
- rafforzare il collegamento tra formazione e miglioramento delle condizioni di vita, di benessere e lavorative per il caregivers e di migliore relazione d'aiuto per le persone dementi.
"Come sappiamo da numerosi studi - sottolinea il sindacalista - l'attività di sostegno e cura degli anziani fragili, in particolare quelli affetti da demenza, se non adeguatamente supportata può provocare un peggioramento significativo della qualità della vita, della salute mentale e fisica del caregiver principalmente coinvolto. Il famigliare o la badante sperimentano elevati livelli di tensione emotiva e psicologica, fino a diventare a loro volta "seconde vittime" della demenza e bisognose di assistenza. Il mondo dell'associazionismo e del volontariato - conclude Coli - possono dare un grande appoggio alla persona malata e a chi la assiste, poiché un completo ed efficace sostegno alle persone con demenza richiede un'organizzazione di cure, anche a livello domiciliare, complesse e costose. Ma a causa della scarsità delle risorse economiche dei sistemi di salute pubblica e sociale, la famiglia è oggi sempre più da sola nella gestione dell'assistenza".
Manovra iniqua e inefficace. Governo incapace di riforme eque

"Negativa in quanto iniqua, inefficace e di scarso rigore sul contenuto": questo il duro commento scaturito dalla riunione del Comitato esecutivo della Fnp Cisl che ha avuto luogo oggi presso la sede della Federazione. "In particolare, l'aumento dell'IVA dal 20 al 21%, con il suo carattere recessivo e di contrazione dei consumi, e l'aumento dell'età pensionabile delle donne nel privato, dimostrano l'incapacità assoluta del Governo e della sua maggioranza ad affrontare la crisi finanziaria, negata per troppo tempo, e ad elaborare misure efficaci, ispirate ad un principio di equità. Ciò che ne viene fuori nel complesso, quindi, è l'assenza nel Paese di una classe dirigente degna di questo nome, capace di costruire un piano credibile per aggredire le ragioni della crisi e pensare allo sviluppo e alla crescita".
Il documento del Comitato esecutivo della Fnp Cisl continua facendo riferimento al fatto che "dopo l'accordo del 28 giugno, per varie ragioni si è manifestato un differenziale di percezione fra Cgil, Cisl e Uil che ha rafforzato la logica del bipolarismo sindacale, rischiando di far perdere al sindacato confederale il profilo di grande soggetto di giustizia distributiva e di promotore del lavoro, in grado di indicare un orizzonte di sviluppo e di far valere le ragioni dei ceti più deboli, in particolare dei pensionati, e rafforzando le divisioni fra l'idea di un sindacato aprioristicamente antagonista ed uno, invece, riformista".
"Pertanto - conclude il documento - la Fnp resterà in campo con varie mobilitazioni nel territorio, attraverso manifestazioni e presidi, per concorrere ad elaborare un piano che preveda l'eliminazione degli sprechi e degli abusi della spesa pubblica, l'introduzione di una tassazione sui grandi patrimoni immobiliari e mobiliari e, infine dedichi molta più attenzione alla riforma della delega fiscale, attraverso non solo la rimodulazione delle aliquote, ma anche con la ridistribuzione ai redditi più bassi e alle famiglie".
ESTATE 2011: Tutti al mare... "BAGNI EUROPA & IDROFOLLIE" - Sottomarina Lido
Convenzione per i soci Anteas e Fnp Cisl e loro familiari con presentazione tessera Anteas o Fnp
al momento dell'ingresso.
- INGRESSO SPIAGGIA:
ombrellone + 2 lettini + park auto € 10,00
(tariffa al pubblico € 19,00 - sabato € 22,00)
- ACQUAPARCO: ombrellone + park auto € 9,00 / lettino (all'interno) € 1,00
(tariffa al pubblico € 10,00 + 4 park auto)
N.B.: Quote ingresso valide
dal lunedì al sabato.
Dal 1° al 20 agosto park auto a pagamento € 4,00.
Ogni lettino in più € 3,50.

Amerigo Lissandron nuovo Presidente Coord. prov. ANTEAS di Padova
Impegno sociale, volontariato e gratuità: sono il patrimonio culturale e valoriale dell’ANTEAS.
Sono le associazioni Anteas presenti nella Provincia di Padova.
Molti i campi in cui si sviluppa la loro attività rivolta al mondo degli anziani, delle famiglie, delle persone non autosufficienti:
- gestione di centri culturali e ricreativi
- promozione di momenti formativi ed educativi
- attività di cura della persona e di aiuto domiciliare per le persone non autosufficienti
- sostegno alle persone nei centri anziani, case di riposo
- trasporto disabili
- segretariato sociale
- e molto altro ancora.
In questi anni l’ANTEAS ha avuto un notevole sviluppo in provincia di Padova, sia con la nascita di nuove Anteas Comunali e con l’adesione all’Anteas di altre Associazioni locali, sia con l’allargamento delle attività svolte e l’accreditamento presso le Amministrazioni Comunali, ma anche per il ruolo che ha saputo svolgere all’interno del Centro Servizi Volontariato.
Di questo dobbiamo essere grati a chi per e nell’Anteas ha lavorato, in particolare a Adriano Del Piccolo.
Partendo da questo patrimonio, dobbiamo ora riaffermare i valori di riferimento dell’Anteas, testimoniandoli nella nostra attività quotidiana.
Dobbiamo ancora lavorare per costruire reti territoriali, a partire ovviamente dai soggetti che, per condivisione di valori e per storia, ci sono più vicini.
In questo contesto non possiamo non cercare di realizzare il massimo delle sinergie possibili con la Federazione dei Pensionati della CISL (FNP) che è il sindacato che ha promosso l’ANTEAS.
Sarà questa la priorità che dobbiamo assumere, perché solo in un percorso unitario tra Anteas e FNP riusciremo a esprimere al meglio le nostre potenzialità e rispondere alle domande di assistenza e servizi che le persone e le famiglie ci richiedono.