Anteas Anteas Coordinamento
provinciale di
PADOVA

2012 Anno europeo per l’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni
L'Anno europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni ha visto il suo avvio ufficiale lo scorso 18 gennaio 2012 a Copenaghen. Ci siamo, si parte con un 2012 dedicato alla sensibilizzazione sul contributo che gli anziani possono fornire alle società e incentrato sulla promozione delle misure che consentono a nonni e nonne di rimanere attivi. Di seguito si propongono alcune osservazioni, riflessioni e l’esito di un’indagine.

Secondo una recente indagine di Eurobarometro il 71 per cento dei cittadini europei è consapevole che la popolazione del continente sta invecchiando, ma questa situazione rappresenta una preoccupazione solo per il 42 per cento dei casi. La maggior parte dei cittadini ritiene infatti che gli over 55 rivestano un ruolo di fondamentale importanza all'interno della società.
Nel commentare gli esiti della ricerca, Lazlo Andor, Commissario responsabile per l'occupazione, gli affari sociali e l'inclusione, ha dichiarato: "L'indagine Eurobarometro indica che le persone sono pronte a rimanere attive via, via che invecchiano. Sono fiducioso che l'Anno europeo fungerà da catalizzatore per mobilitare i cittadini, le persone interessate e i decisori stimolandoli ad agire per promuovere l'invecchiamento attivo e affrontare in modo positivo le sfide poste dall'invecchiamento".

L'Anno europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni, che ha visto il suo avvio ufficiale lo scorso 18 gennaio 2012 a Copenaghen, si propone infatti di sensibilizzare le popolazioni del vecchio continente sul contributo che gli anziani possono fornire alle società e di promuovere misure che consentano a nonni e nonne di rimanere attivi.

In particolare, nel corso di questi 12 mesi si cercherà di far luce su tre dimensioni della senilità.
La prima è l'invecchiamento attivo nel mondo del lavoro, che implica il miglioramento delle condizioni di lavoro e il loro adattamento allo stato di salute e ai bisogni dei lavoratori anziani, l'aggiornamento delle loro abilità grazie a un migliore accesso all'apprendimento permanente, nonché un riesame dei sistemi fiscali e di prestazioni per assicurare che vi siano incentivi reali a lavorare più a lungo.
Dall'indagine Eurobarometro emerge che più del 60 per cento dei cittadini europei ritiene che si dovrebbe poter lavorare anche dopo l'età pensionabile e un terzo afferma che personalmente desidererebbe lavorare più a lungo. Le persone più vicine alla soglia della pensione sarebbero inoltre quelle che tendono maggiormente a esprimere questo punto di vista rispetto alla generazione più giovane.

La seconda dimensione è la partecipazione alla società, per migliorare le opportunità e le condizioni degli anziani cosicché possano contribuire alla società facendo opera di volontariato o occupandosi della famiglia, evitando l'isolamento sociale e i problemi a esso connessi.
Secondo Eurobarometro circa un quarto dei cittadini europei (compresi gli over 55) afferma di essere impegnato in attività di volontariato. Nei paesi in cui la tradizione del volontariato è meno forte, una proporzione elevata di persone afferma di aver aiutato o fornito sostegno ad altre persone al di fuori del proprio nucleo familiare. Il 36 per cento dei cittadini europei di più di 55 anni dichiara di aver fornito questo tipo di aiuto. Il 15 per cento dei rispondenti di più di 55 anni si occupa di un familiare anziano e il 42 per cento lo ha fatto in passato.

Infine, l'Anno europeo punterà l'attenzione sulla vita autonoma degli anziani, sulla promozione della salute e la medicina preventiva, facendo leva sulla necessità di elaborare misure atte ad allungare gli anni di vita sana e a prevenire la dipendenza nonché a rendere l'ambiente (edifici pubblici, infrastrutture, trasporti, edilizia) maggiormente favorevole agli anziani e consentirgli di rimanere autonomi quanto più a lungo possibile.

Obiettivo del 2012 sarà dunque quello di incoraggiare tutti i decisori politici e le parti interessate a formulare impegni specifici in tema di invecchiamento attivo e ad adoperarsi per portarli a compimento.

Tutte le informazioni e le notizie sull'Anno europeo dell'invecchiamento attivo e sugli eventi in programma sono disponibili sul sito internet ad esso dedicato.
Altre informazioni su http://www.destinazioneeuropa.eu/ e http://www.invecchiamentoattivo.politichefamiglia.it/



Nuove agevolazioni per le ONLUS, confermate da manovra "Salva Italia" e dal decreto "semplificazioni"
Con i recenti interventi legislativi sono state confermate e introdotte agevolazioni relativamente alle ONLUS: agevolazioni “vecchie” confermate con la Manovra “salva-Italia” e agevolazioni “nuove” introdotte con il Decreto “semplificazioni”. Di seguito si propongono le più significative per le Organizzazioni di Volontariato.

Con la Manovra “salva-Italia” è stata confermata l’esenzione per le ONLUS (quindi anche le OdV, ONLUS di diritto) dall’imposta di bollo sugli estratti conto bancari e postali. L’esenzione è in vigore già dal 1998: con la Circolare del Ministero delle Finanze 168/1998, infatti, si era precisato come tale esenzione dovesse ritenersi applicata a tutti gli atti e i documenti posti in essere o richiesti dalle ONLUS, specificando che fra essi rientrano gli estratti dei conto correnti, trasmettendo in seguito tale informativa a tutte le banche con Circolare Serie tributaria n.55 del 30 nov. 1998.

La Manovra del Dl 201/2011, non solo citando tale esenzione, ne conferma l’applicazione alle ONLUS, ma addirittura la estende alla nuova imposta fissa sui rendiconti dei libretti di risparmio: le ONLUS (OdV di diritto) sono esenti da tale imposta di bollo.

Nonostante questo, però, molti istituti di credito non applicano l’esenzione o attendono la segnalazione dell’Ente per applicarla: è bene, quindi, che gli enti controllino che l’imposta di bollo non sia loro erroneamente addebitata.

Con il Decreto “semplificazioni” è stata introdotta una agevolazione per gli automezzi che, di riflesso, riguarda anche le numerose OdV che posseggono e utilizzano per le attività dell’associazione un mezzo.

Dal 2012, infatti, non vi sarà più l’obbligo del così detto “bollino blu” per certificare i limiti delle emissioni inquinanti: tale controllo, infatti, sarà contestuale alla revisione dell’automezzo, ovvero la prima volta dopo quattro anni e, in seguito, con cadenza biennale. Seppure di costo minimo, dunque, anche le associazioni che hanno un automezzo potranno avere un risparmio sui costi del mezzo.


Pensionati: nuove modalità per il pagamento della pensione
Le nuove norme della manovra finanziaria hanno introdotto dei limiti al pagamento in contanti a partire dal 7 marzo 2012.

Tali limiti prevedono l’impossibilità da parte dell’Istituto di effettuare il pagamento in contanti per importi superiori a 1000 euro. Le pensioni superiori a tale importo saranno accreditate esclusivamente su conto corrente postale o bancario, su libretto postale o su carta prepagata abilitata.

Pertanto i pensionati che percepiscono una pensione in contanti superiore a 1000 euro, dovranno comunicare entro il 15 febbraio 2012, alla propria sede di competenza, le coordinate bancarie o postali (codice IBAN) necessarie per l’accredito. Il modello da utilizzare è disponibile sui siti degli enti o presso l’ufficio relazioni con il pubblico della sede.

Coloro che non comunicheranno entro tale termine il codice IBAN, a partire dal mese di marzo non potranno riscuotere la pensione.

Si precisa inoltre che anche i pensionati che percepiscono una rata mensile di pensione inferiore a 1000 euro, potrebbero superare il limite consentito per il pagamento in contanti nel caso di somme aggiuntive, competenze arretrate, tredicesima o eventuali rimborsi. Per questo motivo si invitano tutti i pensionati che riscuotono la pensione in contanti a comunicare il codice IBAN entro il 15 febbraio 2012.


Nuovi importi delle pensioni 2012
Pubblichiamo la tabella riguardante i nuovi importi delle pensioni dell'anno 2012 comprensiva anche dello sviluppo delle nuove disposizioni riguardanti le indicizzazione delle pensioni che inizialmente prevedevano il blocco delle perequazioni alle pensioni superiori a due volte il trattamento minimo, successivamente portato a tre volte il trattamento minimo, grazie anche all'azione della nostra organizzazione.

Progetto di contrasto alla povertà "Accendi la speranza".
E' in corso di realizzazione il Progetto "Accendi la speranza" proposto dal Coordinamento Anteas di Padova sul tema del contrasto alla povertà.

Le motivazioni che hanno portato all’avvio del progetto sono state innanzitutto la volontà di contrastare il fenomeno della povertà, in crescita, negli ultimi anni, e che ormai riguarda non solo una fascia marginale della popolazione ma un numero esteso di persone portatrici di problemi di diversa natura.
L'obiettivo strategico di questo progetto è quello di dare un contributo, per quanto modesto e limitato, che sia concreto e immediato per soddisfare i bisogni primari urgenti delle persone e/o famiglie in condizioni o a rischio di povertà, mettendo in campo attività pratiche di lotta al disagio economico, in modo da favorire l'inclusione sociale.
Proprio perché siamo convinti e condividiamo le parole del presidente di Caritas Europa, Erny Gillen: "La povertà è un offesa alla dignità umana, non solo per chi ne è direttamente colpito. La povertà riguarda la società intera per il fatto che la società perde una parte dei suoi membri e il loro contributo al futuro. Non possiamo permetterci di perdere neanche una singola persona. Ciascuno di noi è necessario, ciascuno è utile."

Le azioni strategiche programmatiche prevedono alcuni interventi di aiuto concreto:
1- Sportello "BU.S.S.A.T.E. ... e vi sarà aperto!" - (Busta Spesa Solidale Alimentare Terza Età): distribuzione, a cadenza regolare, di pacchi alimentari direttamente a persone/famiglie in particolare stato di indigenza e di fragilità economica.
2- Contributi in denaro a sostegno del reddito per bisogni primari o di inclusione sociale: bollette, affitto, spese condominiali, cure mediche, farmaci, ausili, studi, vestiario...
Si tratta, in sintesi, di un intervento di sostegno economico finalizzato a far fronte a una specifica urgenza indifferibile che espone la persona a un forte rischio esistenziale personale o di natura sociale.

Dossier Statistico Immigrazione Caritas-Migrantes 2011
Roma, 27 ottobre 2011, ore 10.30. Si svolge a Roma e in tutte le Regioni la presentazione del Dossier Statistico Immigrazione 2011, il rapporto annuale che la Caritas Italiana, la Fondazione Migrantes e la Caritas diocesana di Roma pubblicano dal 1991.

Gli oltre 50 capitoli si soffermano sui contesti internazionale e nazionale e sono completati da quelli dedicati alle regioni, alle province autonome e alla capitale. Nella trattazione si tiene conto dei nuovi dati d’archivio e delle ricerche da ultimo condotte per affrontare gli aspetti più rilevanti del fenomeno migratorio, da quelli socio-economici a quelli culturali e giuridici.

Concepito come un sussidio per la consultazione e per l’organizzazione di eventi di sensibilizzazione al fenomeno migratorio nel corso di un intero anno, la presentazione del Rapporto cade in una delicata fase di crisi economica ed occupazionale, di cui gli immigrati avvertono gli effetti negativi. Per questo motivo è stato è scelto il motto “Oltre la crisi, insieme”.

La presenza regolare dei cittadini stranieri in Italia si aggira attorno ai 5 milioni, come lo scorso anno, un numero oltre cinquanta volte superiore alle presenze straniere rispetto al 1861. In questi 150 d’anni di storia unitaria, esauritosi verso la metà degli anni ’70 l’esodo verso l’estero, è andata incrementandosi l’immigrazione in Italia, con un crescendo del tutto notevole nell’ultimo decennio, in cui la popolazione immigrata è aumentata di 3 milioni di unità e gli indicatori di inserimento sono diventati sempre più forti, dalla crescente presenza di famiglie (2 milioni quelle con almeno un componente straniero) al numero dei minori (993.238), dall’incidenza sulla popolazione residente (7,5%) a quella sulla forza lavoro (oltre il 10%), dal numero degli occupati (oltre 2 milioni) a quello dei titolari d’impresa (228.540), dalle acquisizioni di cittadinanza (66mila) ai matrimoni misti (21.357).

Questi indicatori attestano un insediamento sempre più stabile e strutturale, non sempre assecondato dalla legislazione sia per quanto riguarda l’offerta di pari opportunità per l’inserimento sia per la garanzia della stabilità del soggiorno. Nell’ultimo anno sono scaduti, senza più essere rinnovati, ben 684.413 permessi di lavoro (2/3 per lavoro e 1/3 per famiglia), costringendo gli interessati al rimpatrio o al rifugio nel lavoro nero e sollevando la necessità di disposizioni in grado di temperare questa enorme rotazione, tenuto anche conto dell’apporto dato al paese che li accolti.

Secondo il Comitato di Presidenza Caritas/Migrantes (mons. Vittorio Nozza per Caritas Italiana, mons. Giancarlo Perego per Fondazione Migrantes e mons. Enrico Feroci per Caritas diocesana di Roma) “Il ventennale lavoro di raccolta, elaborazione e rigorosa interpretazione delle statistiche mostra che la via della convivenza è quella da seguire. Una sfida che esige maggiore coinvolgimento e politiche di ampio respiro”.

A sua volta il vescovo mons. Giuseppe Merisi, presidente di Caritas Italiana, rivolgendosi agli operatori sociali e pastorali, ha affermato: “Siete voi la base indispensabile perché si avvii un nuovo corso, che congiunga il nostro passato di emigrazione con il presente che stiamo vivendo come paese di immigrazione. Impariamo insieme a essere aperti ma non approssimativi, a farci carico dello sviluppo del nostro paese senza trascurare gli altri, a vivere una globalizzazione all’insegna dei diritti e di uno sviluppo autentico. Impariamo a vivere con gli immigrati e chiediamo agli immigrati di collaborare”. Uno sforzo che deve coinvolgere anche istituzioni centrali e enti locali.



XI Rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia
Lunedì 17 ottobre 2011, Giornata mondiale di lotta alla povertà, è stato presentato a Roma, presso la Pontificia Università Gregoriana, il Rapporto 2011 Caritas-Zancan su povertà ed esclusione sociale in Italia.

Al di là dei dati (8 milioni e 272 mila gli italiani in situazione di povertà relativa, equivalenti al 13,8% dell’intera popolazione), il Rapporto costituisce un approfondimento sui diritti dei poveri previsti dalla Costituzione e a livello internazionale e sul ruolo svolto dalla Chiesa nel contrasto alla povertà economica.

Il quadro generale vede un Paese sempre più "povero" nel corso degli ultimi anni, una povertà rilevata attraverso delle specifiche rilevazioni statistiche che prendono in considerazione molteplici aspetti. E Tiziano Vecchiato, direttore della Fondazione "Zancan" denuncia la mancanza di strumenti per misurare la reale condizione del Paese. Riferendosi ai dati ufficiali forniti dall'ISTAT, i quali parlano solo di un lieve incremento nel numero di famiglie in condizioni di povertà nel nostro Paese nell’ultimo anno (2.657 milioni nel 2009, pari al 10,8 % della popolazione, e 2.734 milioni nel 2010, pari all’11%), fa notare come questi dati dipendano dal metodo di calcolo sulla povertà utilizzato: "Se si abbassa la linea della povertà, chi l'hanno scorso era considerato povero quest'anno non lo è più". L’esperienza dei centri diocesani invece è ben diversa e racconta una realtà molto più pesante e una "sostanziale difformità tra i dati ufficiali relativi alla povertà e la reale condizione del Paese che tutti sperimentano quotidianamente".

Secondo la Zancan, è aumentato dell'80,8% il numero delle richieste di sussidi economici rivolte ai centri di ascolto della Caritas diocesane così come sono in aumento, negli ultimi tre anni, le persone che si rivolgono ai centri di ascolto con il 19,8% , secondo quanto rilevato dal campione di 195 centri di ascolto in 15 regioni. L’aumento più elevato si registra nel Sud Italia (+69,3%), mentre a Nordest il trend è più contenuto (+3,8%). A spingere le persone verso Caritas sono perlopiù problemi di povertà economica, seguiti dai problemi di occupazione. Forte è anche l’emergenza abitativa: infatti tra chi si rivolge alle Caritas, uno su quattro ha gravi problemi abitativi. La ricerca ha evidenziato inoltre, un incremento dei fenomeni di sottocupazione e lavoro nero. Le rilevazioni riferiscono di un notevole aumento degli italiani con un +42,5% rispetto al 2007 e la comparsa dei cosiddetti "nuovi poveri" dove i giovani sono coloro che pagano il prezzo più alto: il 20% delle persone che si rivolgono ai Centri di ascolto ha meno di 35 anni, con un aumento del 59,6% dal 2005 al 2010. La maggior parte di essi non studiano e non lavorano.

Molto forte è la presenza degli stranieri, con il 70% del totale. Per loro i maggiori disagi sono rappresentati da problemi occupazionali (66,4%) e povertà economica (62,5%). Sono però rilevanti anche i problemi abitativi (24,7%, contro il 21,6% degli italiani). Non mancano, infine, problemi legati al percorso migratorio, in particolare relativi alla condizione giuridica (11,3%) e alle difficoltà con la lingua italiana (12,0%).




ASSEMBLEA ANTEAS il 13/14 febbraio 2012 all’Hotel Antonella di POMEZIA.
CAMBIO SEDE UNIPOL
La sede UNIPOL Assicurazione ha cambiato indirizzo:
Viale della civiltà romana, 7
00144 ROMA
Tel. 06.5493393
Fax 06.54933919/920.

La FNP del Veneto a "Parla con Voi" di TV7 triveneta
La FNP del Veneto interverrà nella trasmissione “Parla con Voi” di Tv7 triveneta (canale 12) il primo e il terzo mercoledì di ogni mese alle 12 e 40.
Vi invitiamo a seguire la trasmissione e a telefonare (049/8077753) per porre domande o esprimere le vostre opinioni in diretta televisiva.
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TRUFFE ASSICURATIVE: i consigli di Adiconsum Padova (Roberto Nardo).
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